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Zingarata, Verdon & Vercors

verdon
 

Nove giorni a zonzo fra la Toscana, l’Alta Provenza e le Prealpi francesi.

Come ogni anno, da ormai 9 anni, si rinnova il rito della Zingarata, incontro disorganizzato di viaggiatori di ogni specie, sesso, razza, colore, credo religioso o, come amiamo definirci, Cente Ciusta. L’evento prende origine da un’idea originale di 4 amici appassionati di moto e di viaggi, che erano poi i primi (e unici) partecipanti alla prima edizione; oggi siamo arrivati alla nona, il gruppo non si è allargato poi molto, alcuni dei padri fondatori hanno dovuto rinunciare nel corso del tempo per sopraggiunti impegni di famiglia o di lavoro, ma lo spirito è sempre lo stesso, come recita il motto “Veni, vidi e nun rompi i cugghiuni”, breve, sintetico ma altamente efficace.

(Dis)organizzato in perfetto stile zingaresco, ogni anno in un posto e in periodo diverso, il luogo e la data dell’incontro sono stati resi noti pochi giorni prima; quest’anno ci siamo ritrovati nell’alta Garfagnana, in riva al lago di Vagli, come sempre in un camping trovato non-si-sa-come, visto che sembra sia poco noto persino agli abitanti del posto, ma la location è stata adeguata allo spirito degli Zingari: aria aperta, scenario da favola, tende e sacchi a pelo, libagioni e buon vino a scorte illimitate.

Dopo tre giorni di questa pacchia, avendo a disposizione alcuni giorni di ferie dello scorso anno da consumare, ho preso la strada dirigendomi verso nord, senza una meta precisa ma con l’idea di andare finalmente a vedere di persona le Gole del Verdon, il canyon più profondo di Europa (dicono), situato nell’Alta Provenza. Tre giorni dedicati interamente a girare le gole e i dintorni, partendo la mattina e rientrando in tenda la sera, fermandosi a pranzo per mangiare due mele e scattare centinaia di fotografie.

E dopo tre giorni sono tornato in strada sempre in direzione nord, per dedicare i restanti tre giorni a disposizione per visitare il Parco Regionale del Vercors e qui la conferma che, spesso, i luoghi meno noti riservano le sorprese migliori. Esprimendo una valutazione del tutto personale direi che il Vercors batte il Verdon dieci a zero.

Insomma, 9 giorni completamente immerso nella natura e nel verde, lontano dal traffico delle grandi città e dal caos, godendo di meravigliosi panorami.

Questa escursione è stata portatrice di altre conoscenze in termini logistici e ho imparato che:

  1. In Francia è inutile spendere soldi per le autostrade: sulle strade statali e provinciali si procede mediamente a 90 km/h, la mia velocità ideale.
  2. In Francia c’è un camping sotto ogni sasso, dietro ogni albero: ogni luogo ha almeno un camping municipale e/o uno privato (se non di più!); se non ci sono ne l’uno ne l’altro, allora ci sono aree attrezzate in cui è possibile sostare per un massimo di 24 ore, dotate di servizi per tende, roulotte e camper.
  3. In Francia il numero di simili strutture disponibili sembra essere quasi illimitato, neppure minimamente paragonabile con il nostro paese, e sostare in queste aree costa talmente poco, servizi compresi!, che ogni paragone con i nostri camping e del tutto superfluo.

Namasté.