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About me

Tutto questo ha inizio quando avevo solo 5 anni e ancora non lo sapevo ma, proprio allora, stava per nascere la mia passione per i viaggi.

Correva l'anno 1967 e con la mia famiglia ci eravamo trasferiti da poco dalla città per andare a vivere in un paese a circa 10 km., dove c'era - ancora - l'aria buona. Un giorno, per ragioni che non ricordo, venni mandato in corriera dal paese alla città. Come si fa con i bambini americani che viaggiano in aereo, alla partenza mi accompagnò la mia mamma, affidandomi all'autista della corriera che avrebbe dovuto farmi scendere solo alla fermata giusta; all’arrivo avrei dovuto trovare ad attendermi mia nonna ma, proprio quel giorno, la società dei trasporti decise di cambiare il capolinea, spostandolo da un’altra parte della città e così, quando scesi dal bus, non trovai nessuno ad attendermi.

Senza crearmi troppi problemi, dissi all'autista che sapevo dove andare e mi diressi a piedi verso casa di mia nonna; una volta arrivato andai ad attendere il suo rientro dalla vicina che mi conosceva dalla nascita mentre, nel frattempo, la mia nonna era nel panico, e la mia mamma, conoscendomi, rimase un po' più tranquilla, sapendo che avrei agito proprio nel modo in cui avevo fatto.

Quello si può dire fu il mio primo viaggio.

A poco più di 12 anni chiesi e ottenni dai miei, con un piccola bugia, il permesso di andare a Roma dicendo che si trattava di una gita organizzata ma, in realtà, ci andai in treno da solo, con un vecchio zaino militare e un sacco a pelo presi in prestito, e per due giorni girai per la città eterna, dormendo nella sala d’aspetto della stazione Termini.

In quello stesso periodo, pur non avendo ancora l'età per poterlo guidare in strada, riuscii a convincere mio padre a comprarmi un Bravo della Piaggio, promettendo che non l'avrei mai portato fuori dal giardino di casa; ovviamente non mantenni la promessa e mi costò caro: quando mio padre lo scoprì ne presi davvero tante, ma questa è un'altra storia.

Nonostante le botte prese, nacque così la mia seconda passione: quella per le due ruote.

Da quel momento, approfittando delle vacanze scolastiche, tutta la mia adolescenza l’ho trascorsa viaggiando, zaino e sacco a pelo in spalla, in giro per l'Italia e l'Europa, a piedi, in moto, in treno, con l'autostop, dormendo quasi sempre nelle sale d'attesa delle stazioni ferroviarie o in tenda; dovetti attendere i 14 anni, poi ebbi anche diverse moto ma, cosa alquanto normale per quei tempi, non ebbi mai un casco, nonostante una di queste moto fosse un bolide da cross, elaborato come si faceva allora, con il quale azzardavo evoluzioni su piste improvvisate e spesso, con una buona dose d'incoscenza tipica dell'età, anche su strada.

All'età di 23 anni arrivarono contemporaneamente il lavoro della vita, il matrimonio e il primo figlio.

Preso da un totale senso di responsabilità nei confronti della famiglia, decisi di abbandonare la passione per le moto e altre attività a rischio come, ad esempio, fare immersioni subacquee, continuando però a curare  la passione per i viaggi, seppure con famiglia al seguito che, nel frattempo, era aumentata con l'arrivo del secondo figlio, scorrazzando tutti insieme appassionatamente  in giro per l'Italia e l'Europa.

Nel 2009, dopo 24 anni di quasi totale digiuno, vengo colto da una crisi mistica, una specie di vocina interna che mi spingeva di nuovo verso il mondo delle due ruote e, pochi giorni dopo il compimento della maggiore età del minore dei miei figli, preso da un raptus a quattro tempi, decisi su due piedi di disfarmi dell'auto e comprarmi un veicolo con due sole ruote.

Grazie alle indicazioni di un collega, acquistai una Kawasaki ER/6N seminuova da 650 cc., che non era proprio la moto dei miei sogni ma che, in compenso, mi ha consentito di riprendere confidenza con il mondo delle due ruote, dal quale ne ero uscito quando le moto avevano i carburatori e sapevo come smontarle pezzo per pezzo.

Da quel momento in poi decisi di usare solo le due ruote come mezzo di trasporto, per andare ovunque e con qualunque condizioni meteo percorrendo, in poco più di un anno, circa 18.000 km., mettendoci in mezzo anche un'Elefantentreffen; dopodiché decisi che era giunto il momento di cambiare moto e passare a quella che era il mio primo obiettivo: una enduro stradale.

Come spesso accade mentre si è alla ricerca di un modello preciso, capita di acquistare qualcos'altro, ed è così che divento il felice possessore di una Suzuki V-Strom nuova, sempre da 650cc. con la quale, in meno di due anni, percorro altri 36.000 km., passando dalla Turchia al Marocco, attraverso Grecia, Francia e Spagna; nel mezzo ci saranno anche un Raduno dei Pinguini e tanta Italia.

E conto di percorrere anche tanti altri km..